Oggi parliamo di due concetti chiave che ogni investitore dovrebbe conoscere: la posizione lunga e la posizione corta.
Detto così può sembrare tecnico o complicato, ma ti prometto che alla fine di questo episodio tutto sarà chiaro — come se te lo spiegasse un amico davanti a un caffè.
Partiamo da quella più semplice e naturale: la posizione lunga.
Immagina questo scenario:
Hai 1.000 euro e decidi di investirli acquistando azioni di un’azienda. Il prezzo per azione è 10 euro, quindi ne compri 100. Se nel tempo il prezzo sale a 12 euro, il valore del tuo investimento diventa 1.200 euro.
Se decidi di vendere, ottieni un guadagno di 200 euro.
Compri oggi, sperando che il prezzo salga in futuro.
Perché si chiama così?
Il termine significa che stai mantenendo il titolo nel tempo, confidando in un apprezzamento del suo valore.
È la strategia più comune: la usano milioni di risparmiatori quando acquistano azioni, fondi o ETF per far crescere il capitale nel lungo periodo.
- Che cos’è una posizione corta (o short)
Qui le cose si fanno un po’ più complesse, ma niente paura.
La posizione corta, anche detta vendita allo scoperto o short selling, è l’opposto della posizione lunga.
Facciamo un esempio:
Immagina di pensare che il titolo di una società sia sopravvalutato e che il suo prezzo stia per scendere.
Non possiedi le sue azioni, ma vuoi comunque cercare un guadagno se il prezzo cala.
Ecco come funziona la vendita allo scoperto:
- Prendi in prestito le azioni di questa società da un broker.
- Le vendi subito sul mercato, al prezzo attuale (ad esempio 100 euro).
- Aspetti che il prezzo scenda (supponiamo a 80 euro).
- Le ricompri sul mercato a 80 euro.
- Le restituisci al broker.
Risultato?
Hai venduto a 100, ricomprato a 80. Guadagno: 20 euro per azione.
Questa è una posizione corta: vendi prima, sperando di ricomprare a un prezzo più basso.
- Quando si usano queste strategie
Posizione lunga
- Quando credi che un titolo crescerà nel tempo.
- È la strategia più diffusa tra gli investitori tradizionali.
- Adatta a investimenti di lungo periodo: da mesi ad anni.
- Ideale in mercati in crescita.
Posizione corta
- Quando prevedi che un titolo scenderà di valore.
- Usata soprattutto da trader professionisti o fondi speculativi.
- È più rischiosa: le perdite potenziali non sono limitate.
- Spesso applicata in operazioni di breve periodo o in mercati ribassisti.
- I rischi da conoscere
Rischi della posizione lunga
- Se il prezzo del titolo scende, subisci una perdita.
- Tuttavia, la perdita è limitata al capitale investito.
Esempio: se investi 1.000 euro, al massimo puoi perdere quei 1.000 euro.
Rischi della posizione corta
- Qui le cose si complicano.
- Se il prezzo invece di scendere, sale, devi comunque ricomprare il titolo a un prezzo più alto per restituirlo.
Esempio: hai venduto a 100, ma il prezzo sale a 150. Perdi 50 euro per azione.
- E il rischio è teoricamente illimitato, perché non c’è un tetto massimo al prezzo di un’azione.
- Perché esistono le posizioni corte?
Una domanda legittima: perché esporre i propri soldi a un rischio così alto?
Ecco tre motivi:
- Speculazione: alcuni investitori cercano guadagni anche quando il mercato scende.
- Copertura: per proteggere portafogli da cali di mercato.
- Efficienza dei mercati: le posizioni corte aiutano a correggere sopravvalutazioni e a “scoprire” il prezzo reale di un titolo.
Insomma, anche se più rischiose, le posizioni corte hanno un ruolo importante nel mondo finanziario.
- Caso reale: GameStop e la short squeeze
Nel 2021 si è verificato un caso emblematico. Alcuni hedge fund avevano posizioni corte massicce su GameStop, una catena di negozi di videogiochi in declino.
Un gruppo di piccoli investitori su Reddit della comunità WallStreetBets ha iniziato a comprare il titolo in massa, facendone esplodere il prezzo.
Risultato? I fondi speculativi sono stati costretti a ricomprare a prezzi altissimi, perdendo miliardi.
Questo fenomeno si chiama short squeeze: una corsa al riacquisto per contenere le perdite, che alimenta ancora di più il rialzo.
È stato un caso che ha mostrato quanto possa essere pericolosa una posizione corta, se il mercato si muove contro.
- In sintesi: cosa ricordare
- Posizione lunga = compro, guadagno se il prezzo sale.
- Posizione corta = vendo prima, guadagno se il prezzo scende.
- La posizione lunga è più adatta agli investitori tradizionali.
- La posizione corta è una strategia avanzata, speculativa e rischiosa.
- Entrambe fanno parte della “cassetta degli attrezzi” dell’investitore consapevole.
Spero che questo episodio abbia aiutato a comprendere meglio due strumenti fondamentali nel mondo degli investimenti.
Il mio obiettivo, come sempre, è quello di rendere la finanza accessibile, chiara e meno spaventosa.
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L’investitore individuale dovrebbe agire coerentemente come un investitore, e non come uno speculatore
Benjamin Graham




