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Nell’ambito della cultura finanziaria rientra anche quello che è uno strumento poco utilizzato da noi italiani, il testamento.

L’enciclopedia Treccani definisce il testamento come “Un negozio giuridico, cioè un atto revocabile con il quale una persona dispone in forma scritta delle proprie sostanze, in tutto o in parte, per il tempo successivo alla propria morte. Il testatore può disporre della propria sostanza a favore di chi vuole e come vuole. In casi particolari la legge limita questa capacità, nel senso che, per la totalità dell’asse o per una sua quota, permette di disporre solo a favore di certe persone o non permette di disporre a favore di altre.”

Questo strumento è poco utilizzato per vari motivi:

  • Non siamo abituati a pianificare;
  • Motivi scaramantici, non vogliamo affrontare argomenti riguardanti quello che accadrà dopo la nostra dipartenza;
  • Siamo abituati troppo a un concetto di assistenzialismo statale e di poche tasse che pagavamo in merito a questo argomento sino a qualche decennio fa. Nonostante ancora si sia il paese con le più basse aliquote, in merito alle successioni e donazioni, a livello europeo.

Il testamento può essere redatto in forma olografa, cioè scritta di proprio pugno, oppure in forma di atto pubblico mediante un pubblico ufficiale e depositato alla cancelleria del tribunale.

Anche il testamento olografo oppure segreto, una volta verificatosi l’evento, deve essere trasmesso alla cancelleria del tribunale.

I vantaggi di scrivere un testamento sono molti:

  • Il primo fra tutti, evitare discussioni di suddivisione tra gli eredi;
  • Risparmi sulle tasse da pagare, mediante una ottimizzazione fiscale;
  • Rispettare la volontà da parte di chi lo dispone;
  • Tutelare i soggetti più bisognosi;

Come detto precedentemente, l’Italia per adesso rimane un Paradiso fiscale sotto questo punto di vista. Nessun paese europeo ha aliquote e franchigie basse come le nostre.

Argomento oggetto di discussione da diversi anni, in merito all’Unione Europea, che ha sempre posto l’attenzione sulla variazione delle aliquote per uniformarle agli altri paesi europei.

Quante volte sentiamo dire oppure lo diciamo noi stessi “è presto ci penserò”, “quando non ci sarò più ci penseranno i miei eredi”, “gli eredi sono i miei figli, quindi che problema c’è tanto i beni saranno loro”.

Affermazioni egoistiche o di pigrizia, che non facilitano il compito degli eredi.
Il testamento non è uno strumento che devono fare esclusivamente le persone anziane, ma pensiamo anche a una giovane coppia se vuol tutelare i figli minorenni in caso dell’evento imprevisto.

I vantaggi li abbiamo analizzati quindi non resta, a chi vuole veramente tutelare i propri cari oppure gli eredi che vuole designare, che prendere carta e penna e scrivere un testamento di proprio pugno oppure rivolgersi a un professionista per farsi aiutare.

Anche sotto questo aspetto dobbiamo abbandonare vecchi pregiudizi e scaramanzie.

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Markus M. Ronner

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