Il debito pubblico globale ha raggiunto livelli mai visti prima d’ora. Al termine del 2024, le nazioni del G20, che rappresentano circa l’85% dell’economia mondiale, affrontano una situazione finanziaria complessa e potenzialmente insostenibile.
Analizziamo la portata di tale indebitamento, concentrandoci in particolare sugli Stati Uniti e sulle importanti scadenze dei titoli di Stato previste per il 2025.
Alla fine del 2024, il debito complessivo dei paesi del G20 ha superato i 65 trilioni di dollari, con un rapporto medio debito/PIL del 105%. In termini pratici, ciò significa che questi Stati devono più di quanto riescano a produrre in un intero anno. Per immaginare la grandezza di questo numero, possiamo dire che equivale a circa 8.500 dollari per ogni abitante della Terra.
La situazione del debito pubblico in rapporto al PIL di alcuni paesi o zone:
- Giappone: 237%
- Singapore: 173%
- Italia: 135%
- Stati Uniti: 124%
- Francia: 113%
- Canada: 111%
- Spagna: 102%
- Regno Unito: 95,9%
- Cina: 88,3%
- Area Euro: 87,4%
- Argentina: 83,2%
- India: 81,6%
- Sudafrica: 77,3%
- Brasile: 76,5%
- Germania: 62,5%
- Messico: 49,7%
- Corea del Sud: 46,8%
- Australia: 43,8%
- Paesi Bassi: 43,3%
- Indonesia: 38,8%
- Svizzera: 37,9%
- Arabia Saudita: 29,9%
- Turchia: 24,7%
- Russia: 16,4%
Gli Stati Uniti rappresentano il caso più preoccupante e significativo. Con oltre 34 trilioni di dollari di indebitamento, gli USA hanno superato ampiamente il 120% del PIL. Tale situazione è critica per diversi motivi:
- Il debito americano costituisce oltre il 50% dell’intero debito del G20.
- Negli ultimi 5 anni il debito statunitense è cresciuto di oltre 10 trilioni di dollari, con una notevole accelerazione durante e dopo la pandemia.
- L’aumento dei tassi d’interesse dopo la pandemia ha portato il costo degli interessi sul debito USA alle stelle.
- Circa il 30% del debito americano è detenuto da investitori stranieri, principalmente da Giappone e Cina, rendendo il Paese vulnerabile a rischi geopolitici.
Questo sarà un anno decisivo per il rifinanziamento del debito dei paesi del G20. Saranno infatti in scadenza titoli per circa 9 trilioni di dollari, con concentrazioni particolarmente critiche nei primi due trimestri.
Un tale accumulo di scadenze pone grandi sfide logistiche e finanziarie, soprattutto con l’attuale scenario di tassi d’interesse elevati e potenziale instabilità dei mercati.
Le cause dell’attuale indebitamento sono molteplici:
- Risposta alle crisi: interventi economici straordinari durante la crisi finanziaria del 2008 e la pandemia da COVID-19.
- Invecchiamento demografico: crescenti costi sanitari e pensionistici.
- Politiche fiscali espansive: riduzioni fiscali non bilanciate da tagli alle spese pubbliche.
I rischi derivanti da questa situazione includono:
- Meno risorse disponibili per gli investimenti privati.
- Minore spazio fiscale per affrontare future crisi.
- Aumento dell’inflazione a lungo termine.
- Gli investitori potrebbero richiedere tassi più alti se la fiducia nella capacità di rimborso diminuisce.
Mentre le strategie di gestione del debito attualmente adottate dai paesi includono:
- Allungamento delle scadenze: Emissione di obbligazioni con scadenze più lunghe.
- Diversificazione degli strumenti: Utilizzo di strumenti innovativi come green bond e obbligazioni indicizzate all’inflazione.
- Targeting specifico degli investitori: Attrarre fondi pensione ed enti stranieri.
- Buy-back selettivi: Riacquisto strategico dei titoli per gestire al meglio il profilo di rifinanziamento.
In particolare gli Stati Uniti stanno incrementando l’emissione di Treasury a lunga scadenza (20 e 30 anni), mitigando il rischio immediato, ma aumentando il costo in interessi.
In conclusione, il debito pubblico rappresenta oggi una delle sfide economiche più significative a livello globale.
Il 2025 sarà un anno cruciale per verificare la capacità dei mercati finanziari di assorbire l’ingente quantità di titoli in scadenza, mentre sul lungo periodo saranno indispensabili profonde riforme strutturali per riportare l’indebitamento su livelli sostenibili.
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La citazione di oggi è la seguente:




