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I Pac e la volatilità

In un periodo di tassi d’interesse “a zero”, anzi negativi, gli investimenti obbligazionari non presentano opportunità interessanti.
Questo fatto ha portato gli investitori, mi riferisco soprattutto a quelli italiani, a dover rivedere completamente le abitudini d’investimento.
Molti, non riuscendo più a trovare i rendimenti di qualche anno fa, lasciano la liquidità ferma sul conto corrente, che ricordiamoci viene erosa dall’effetto dell’inflazione. Per chi volesse approfondire il concetto d’inflazione tornate all’episodio del 30 giugno 2019.

Altri cercano di avvicinarsi al mercato azionario gradualmente, tramite i piani di accumulo. Episodio del 3 marzo 2019.

Ricollegandomi a quell’episodio analizziamo un fattore importante: la volatilità.

Veniamo da un anno complesso, marzo e aprile del 2020 hanno messo a dura prova la stabilità emotiva delle persone. Facendo prendere anche scelte irrazionali.
Dopo 365 giorni ci troviamo di fronte a mercati azionari che hanno raggiunto i massimi storici, il che per molti è considerato un grado di rischio e li rende ancora più titubanti a investire i propri risparmi.

E’ qui che i piani di accumulo ci possono venire in aiuto per combattere l’eventuale volatilità che si potrebbe presentare.
Quindi, la volatilità non deve spaventarci; anzi può essere un nostro alleato, partiamo con spiegare cos’è.
Come definizione matematica in finanza, è l’intensità delle variazioni del prezzo, in valore percentuale, con il passare del tempo. Quanto oscilla il valore e quanto si discosta dalla media storica dei valori precedenti, come detto, in percentuale.
Per fare un esempio, parlare di una volatilità del 10% (di un titolo, un indice, una valuta, qualsiasi riferimento) significa che questo è stato il valore medio che si è discostato dalla media complessiva dei valori di un determinato periodo.
Più alto è il valore e più forti saranno state le oscillazioni di un indice, un valore più basso dimostrerà invece una maggior linearità sull’andamento.

Se volete guardare un indice che misura la volatilità dei mercati, guardate il VIX, definito “l’indice della paura”, in quanto cresce all’aumentare dell’incertezza sui mercati ed è legato all’indice S&P 500 della Borsa americana.

Ma come può esserci di aiuto la volatilità nei nostri investimenti? E qui torniamo al concetto del piano di accumulo.
Indipendentemente dall’andamento dei mercati, anche in presenza di forte volatilità, accumulare gradualmente e periodicamente permette di mitigare quelle che sono le variazioni dell’attività sottostante che vogliamo acquistare. Sia che si tratti di singoli titoli oppure di quote di fondi d’investimento.
Anzi con questa forma di accumulazione, se vogliamo, la volatilità può essere un alleato potendo acquistare anche nei momenti di eventuali ribassi abbassando il prezzo medio del nostro investimento.
In fase di mercato lineare o tendente al rialzo permette comunque di entrare gradualmente senza dover rincorrere la tendenza del mercato stesso.

Abbiamo analizzato tutto questo per capire che, anche se ci troviamo ai massimi storici oppure in una fase di panico, l’importante è non perdere di vista il nostro obiettivo d’investimento.
Siamo in una fase storica mai vista prima, soprattutto per gli investitori italiani abituati al “tasso”, ma possiamo cogliere ugualmente gli aspetti positivi.
Cambiando le nostre abitudini e la programmazione per i nostri risparmi.

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Raoul Bouchat

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