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Esistono ancora i beni rifugio?

Quante volte abbiamo e sentiamo parlare dei beni rifugio, esistono ancora?

Da sempre sono stati considerati “beni rifugio” l’oro, come lingotti, e gli immobili. Asset che comunque mantenevano il proprio valore e che sarebbero stati sempre commercializzabili oltre a crescere di valore nel tempo.

Negli ultimi 20 anni questi concetti hanno subito degli stravolgimenti.

Il valore degli immobili ha smesso di crescere, dopo la speculazione dopo l’entrata in vigore dell’Euro, l’oro è cresciuto molto sino al 2011 (oggi siamo sostanzialmente agli stessi valori dopo essere sceso nel 2015 per poi risalire).

La richiesta degli immobili sta venendo meno anche per due fattori importanti, il primo riguarda la crescita demografica che in Italia ormai è praticamente in negativo (questo vuol dire che le persone che passano a miglior vita superano le nuove nascite), l’altro aspetto riguarda la minor certezza per il futuro soprattutto nelle nuove generazioni.

Da dire che la tipologia di immobili che abbiamo nel nostro paese necessita anche di importanti ristrutturazioni per essere adeguati a parametri energetici efficienti, sotto questo aspetto dovrebbe aiutarci tutti quelli che sono gli incentivi in merito ai bonus edilizi.

Sino a qualche decennio fa, in periodi di ribasso dei mercati finanziari vedevamo il prezzo dell’oro salire, spesso aveva un andamento inversamente proporzionale. Adesso questo effetto è molto meno pronunciato.

Adesso quando i mercati finanziari scendono, come in questa settimana causa il rialzo dell’inflazione americana, abbiamo visto scendere i mercati finanziari, le materie primi e il prezzo delle obbligazioni. Quest’ultime per paura di un rialzo dei tassi d’interesse, per combattere l’effetto dell’inflazione.

Spontaneamente verrebbe da chiedersi, perché sta succedendo questo e quali sono gli investimenti che sarebbe corretto effettuare?

Quelle che sono le correlazioni dei vari asset, stanno venendo meno con l’avvento di molti prodotti derivati (futures, opzioni e altro) che permettono di fare investimenti finanziari al contrario, ciò scommettendo anche sui ribassi dei relativi sottostanti.
Ce ne sono troppi e troppo complessi, questo incide molto sulla volatilità dei singoli strumenti influenzandoli e rimanendo un po’ scollegati dalla loro natura.
Forse nel 2008, dopo la crisi Lehman, sarebbe stato utile regolamentare meglio questo aspetto!!!
Quindi credo sia corretto mantenere il proprio portafoglio investito in strumenti che siano il più semplici e chiari da comprendere.

Ogni investimento, sia che si parli di valori mobiliari (titoli oppure fondi d’investimento) oppure di valori immobiliari (case, fondi commerciali, etc), deve essere programmato in base a quelle che sono le nostre esigenze e quelli che sono i ritorni che ci aspettiamo dai nostri investimenti.

Per i valori mobiliari, come detto altre volte, dobbiamo effettuare un’attenta pianificazione e allungare il nostro orizzonte temporale. Non essendoci più il tempo del “tasso fisso”.

Per i valori immobiliari, fare un’attenta analisi di quelli che già abbiamo e cosa dobbiamo fare se vogliamo avere un ritorno positivo dal loro utilizzo (intendo quelli che vengono utilizzati come investimento, non per piacere come la casa al mare, in campagna oppure in montagna).

In entrambi i casi credo sia corretto avere ben presente che i beni rifugio, come li abbiamo intesi sino ad oggi, non ci sono più.

Semplicemente dobbiamo considerarli diversamente oppure tra un po’ di tempo ne verranno fuori altri che non lo sono in questo momento.

Certo è che ci dobbiamo abituare a convivere con la volatilità sia sui mercati finanziari, che sui prezzi delle case.

Analizzando attentamente il tutto, troveremo i lati positivi su entrambi i fronti.

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La borsa valori dell’oro è il barometro della paura.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

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