Cerca
Close this search box.

Superbonus 110, un’opportunità oppure una forte speculazione nel settore immobiliare?

Il Superbonus 110 è un incentivo fiscale introdotto dal governo italiano per favorire l’acquisto di beni e servizi a basso impatto ambientale. In sostanza, chi acquista un bene o un servizio che rientra nella lista dei beni e servizi agevolati dal bonus può beneficiare di una detrazione fiscale del 110% dell’importo speso.

Il bonus è stato introdotto con il Decreto Rilancio, che è entrato in vigore il 19 maggio 2020 e ha subito diverse modifiche nel corso del tempo per ampliare la gamma di beni e servizi agevolati.

Le regole per accedere al bonus sono cambiate nel corso del tempo, ma attualmente prevedono che i beni e servizi agevolati siano quelli che rientrano nelle categorie ecologiche, ovvero quelli che contribuiscono alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, acustico e dell’energia, come ad esempio:

  • Interventi di riqualificazione energetica degli edifici (isolamento termico, sostituzione infissi, impianti fotovoltaici, ecc.);
  • Acquisto di elettrodomestici di classe A+ o superiori;
  • Interventi di efficienza energetica negli impianti di climatizzazione.

Per accedere al bonus è necessario effettuare il pagamento con modalità tracciabili (ad esempio, bonifico bancario o carta di credito) e conservare la documentazione comprovante la spesa.

Inizialmente il bonus era previsto solo per il 2020, ma successivamente è stato prorogato fino al 2022 e ulteriormente esteso fino al 2023 con il Decreto Sostegni.

Per il 2023 la detrazione fiscale per le spese sostenute per ristrutturare gli immobili è stata confermata, ma è passata dal 110% al 90%. Diventando  più selettiva e solo le case indipendenti continueranno a usufruire dello sgravio al 110% per tutto l’anno se i proprietari hanno realizzato il 30% dei lavori entro il 30 settembre 2022.

Bene, per modo di dire. Adesso analizziamo le conseguenze.

L‘aumento dei costi dei materiali per la ristrutturazione sta rendendo poco conveniente avviare i lavori per rinnovare casa, nonostante il bonus.

Dal 2020 al 2022, infatti, i costi sono aumentati del 25,4% a causa dell’esplosione dei prezzi dei materiali edili.

Nel dettaglio:

  • cemento = +59%;
  • laterizi = +20%;
  • vetro = +38%;
  • PVC = 158%;
  • ferro acciaio per cemento armato = 115%;
  • bitume = 91%;
  • legname di conifera e piallato grezzo = 84%;
  • rame = 79%.

A questa tabella vanno aggiunti i costi legati all’energia, per produrre:

  • energia elettrica = 671%;
  • gasolio = 170%;
  • petrolio = 141%.

Questo ha avuto un impatto negativo anche sul Superbonus.

Il motivo di questi aumenti sono la guerra in Ucraina, i costi dell’energia e i rincari dei trasporti, oltre alla carenza di personale nel settore.

La voce della manodopera rappresenta mediamente un terzo del totale, con un aumento del 5% in due anni.

Chi decide di ristrutturare nel 2023 deve fare i conti con un forte aumento dei costi.

A parte l’opportunità di chi ha sfruttato all’inizio l’opzione del 110, possiamo tranquillamente analizzare la speculazione che c’è stata nel settore e che si ripercuote su chi deve effettuare lavori di ristrutturazione o semplicemente acquistare qualsiasi prodotto legato all’abitazione.

Se ci guardiamo indietro, questa speculazione dei prezzi ricorda molto il passaggio dalla Lira all’Euro. Quando c’è stato un forte aumento del prezzo delle abitazioni, semplicemente “sfruttando” l’effetto 1.000 lire = 1 Euro. Raddoppiando praticamente i prezzi.

Poi sappiamo anche come si è sviluppata, con picchi che ancora non sono stati nuovamente toccati.

La fase attuale ha delle terribili similitudini: nessun controllo sui prezzi, sfruttato il rialzo dell’inflazione e il costo delle materie prime in maniera esponenziale e speculativa.

Adesso, con i rialzi sui prezzi e quelli dei tassi d’interesse per finanziarsi, acquistare una casa e ristrutturarla è diventato decisamente impegnativo.

Ora analizziamo l’andamento demografico e degli stipendi, in Italia, negli ultimi decenni.

Negli ultimi 30 anni, la crescita demografica in Italia è stata abbastanza modesta. Secondo l‘Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), il tasso di crescita della popolazione italiana è diminuito costantemente negli ultimi decenni, passando dal 0,4% nel 1991 al 0,0% nel 2020. Nel corso degli anni, la popolazione italiana è aumentata principalmente grazie all’immigrazione, che ha contribuito a bilanciare la diminuzione del tasso di natalità.

L’età media della popolazione italiana è in costante aumento. Secondo le statistiche, l’età media è passata dai 40,1 anni nel 1991 ai 45,7 anni nel 2020. Ciò significa che la popolazione italiana sta invecchiando e che c’è un numero sempre maggiore di anziani rispetto ai giovani.

In generale, la crescita demografica in Italia negli ultimi 30 anni è stata caratterizzata da un aumento modesto della popolazione, dall’invecchiamento della popolazione e dalla distribuzione geografica disomogenea. Questi trend pongono sfide significative per la società italiana, come l’aumento delle spese per la previdenza sociale e la diminuzione della forza lavoro disponibile per il mercato del lavoro.

Negli ultimi 20 anni, gli stipendi in Italia hanno subito un andamento altalenante, con diverse fasi di stagnazione e di lieve crescita, ma anche con fasi di contrazione, in particolare a seguito della crisi economica del 2008.

Secondo i dati Istat, nel periodo 2000-2019, il salario medio lordo mensile degli occupati è cresciuto del 25,4%, passando da 1.612 euro nel 2000 a 2.022 euro nel 2019. Tuttavia, questa crescita è stata distribuita in modo disomogeneo tra i diversi settori e categorie di lavoratori.

La distribuzione dei redditi in Italia è rimasta molto diseguale, con una forte concentrazione di redditi tra i lavoratori con un alto livello di istruzione e nel settore pubblico, mentre una quota consistente di lavoratori, in particolare giovani e donne, continua a percepire salari molto bassi.

Questi ultimi due aspetti, crescita demografica e dei salari, l’ho voluta prendere in considerazione per un motivo molto semplice. Se non si cresce e se non crescono i redditi, la quantità di immobili che ci sono nel nostro paese da chi verranno occupati e chi potrà acquistarli?

Qualcuno mi potrà dire, che con queste agevolazioni si è voluto dare una spinta per rinnovare gli immobili.

Non sono d’accordo per i motivi che ho appena spiegato, è solo aumentata la speculazione a vantaggio di pochi e a scapito della maggior parte dei cittadini.

Ricordiamoci che questi soldi vengono tolti ad altre voci di spesa ben più importanti, come la sanità, l’istruzione e l’innovazione. Oltre al fatto che li dovremmo pagare, niente è gratis come qualcuno ha creduto.

I prezzi per ristrutturare casa sono saliti e non torneranno ai livelli precedenti, è stata alzata l’asticella.

Per chi vuole acquistare i libri, il cui ricavato andrà totalmente a favore dell’associazione Dravet Italia:
https://www.amazon.it/kindle-dbs/entity/author/B08FF1ZFV9

La casa è una perversione.
Bruce Chatwin

Altri approfondimenti