Repo e Fed: il paradosso di fine anno

31 dicembre. Tu pensi al brindisi… e nel frattempo la finanza ne fa uno tutto suo, con numeri enormi:
la Fed presta 74,6 miliardi… e nello stesso giorno “parcheggia” circa 106 miliardi.

Sembra una contraddizione: liquidità che manca e liquidità che avanza insieme. In realtà è la stessa storia vista da due corsie diverse. E oggi te la spiego semplice.

Oggi parliamo di repo e reverse repo, cioè le tubature del denaro a brevissimo termine.

 

Partiamo dai fatti

Il 31 dicembre 2025 è successo questo:

  • tramite la Standing Repo Facility, la Fed registra 74,6 miliardi di prestiti: un record;
  • nello stesso giorno, nell’ON RRP (reverse repo overnight), confluiscono circa 106 miliardi.

E c’è un dettaglio interessante: nella Standing Repo Facility, le garanzie sono state miste:

circa 31,5 miliardi in Treasury e 43,1 miliardi in titoli garantiti da mutui (MBS).

Quindi non è un singolo attore, non è una singola storia. È un pezzo di sistema che, a fine anno, cambia comportamento.

E qui arriva la domanda: com’è possibile che da una parte ci sia richiesta di liquidità… e dall’altra voglia di parcheggiarla?

Repo in poche parole: un prestito garantito

Il repo, in sintesi, è un prestito garantito.

Io ho bisogno di contante.
Ti do dei titoli come garanzia — spesso Treasury — e tu mi dai contante.

Il giorno dopo facciamo l’operazione opposta:
io mi riprendo i titoli e ti restituisco il contante con un interesse.

È una cosa quotidiana: serve per finanziarsi, coprire esigenze di cassa, gestire margini.

Ed è per questo che il repo è un termometro:
quando il mercato si “stringe”, i tassi salgono.

Ora immagina la Fed come un casello con due corsie.

Corsia uno: Standing Repo Facility. La Fed mette benzina.
Se alcuni soggetti abilitati fanno fatica a trovare liquidità sul mercato a un prezzo ragionevole, possono ottenerla dalla Fed consegnando garanzie di alta qualità.
È una rete di sicurezza. Una valvola.

Corsia due: ON RRP. La Fed offre un parcheggio sicuro.
Qui invece alcuni operatori hanno liquidità e preferiscono metterla alla Fed per una notte, riducendo al minimo il rischio di controparte.
È un parcheggio “zero pensieri”.

Quindi il paradosso si scioglie già qui:

  • SRF = “mi serve liquidità, la ottengo contro garanzia”
  • ON RRP = “ho liquidità, la parcheggio al sicuro”

Perché a fine anno succede e perché non è automaticamente panico

Il punto vero è il calendario.

A fine anno molti intermediari diventano più prudenti:

  • chiudono bilanci,
  • riducono attività e leva,
  • prestano meno nel repo, o prestano solo a tassi più alti,
  • e preferiscono presentarsi “puliti” oltre la linea del 31 dicembre.

Questo restringe le corsie del mercato monetario.

Risultato: i tassi di finanziamento garantiti si irrigidiscono. Quel giorno, nelle prime ore, il repo “collaterale standard” è stato visto intorno al 3,90%.

E qui entra la logica della Standing Repo Facility: se la Fed ti offre liquidità al 3,75% e il mercato ti chiede di più, è razionale andare dalla Fed.

Ecco spiegato il record: 74,6 miliardi.

Dall’altra parte, chi ha liquidità — spesso fondi monetari — a fine anno vuole zero sorprese e la mette nel parcheggio:
ON RRP a circa 106 miliardi, con un tasso intorno al 3,50%.

È come se nella stessa città, la stessa sera:

  • qualcuno fa il pieno perché i distributori privati sono più cari,
  • qualcun altro mette l’auto in un garage custodito.

Stesso giorno. Bisogni diversi.

Se vuoi un numero che riassume la temperatura, guarda il SOFR.

Il 31 dicembre 2025 il SOFR è stato 3,87%.

E qui la lezione è semplice:

  • l’ON RRP aiuta a mettere un pavimento ai tassi overnight,
  • la SRF aiuta a mettere un tetto operativo, perché rende la liquidità disponibile contro garanzia.

Questa coppia serve proprio a evitare impennate da calendario.

 

Se vuoi usare questi dati come un cruscotto:

Uno: guarda i volumi dell’ON RRP.
Ti dicono quanta liquidità cerca un parcheggio sicuro.

Due: guarda i volumi della SRF.
Ti dicono quanta domanda di cassa finisce nella rete di sicurezza della Fed.

Tre: metti i dati nel calendario.
Fine mese, fine trimestre, fine anno: sono giornate “tirate”.

La domanda utile non è “quanto è alto il picco”, ma:
succede anche fuori stagione?

Se sì, attenzione.

Se no, spesso è contabilità e prudenza.

L’aggiornamento dopo Capodanno

E qui c’è l’indizio più utile per capire se era stress strutturale o stagionalità: cosa succede dopo.

Dopo l’anno nuovo, l’ON RRP si è praticamente svuotato:
da circa 106 miliardi del 31 dicembre a circa 1,2 miliardi il 16 gennaio 2026.

Traduzione: passata la curva del calendario, la necessità di parcheggio è sparita.
Ed è un comportamento tipico dei fenomeni di fine anno.

 

Quindi, cosa racconta davvero il termometro del repo?

Che a fine anno la liquidità non sparisce: cambia strada.

Per una notte la Fed è stata insieme:

  • pompa di benzina con la Standing Repo Facility,
  • parcheggio custodito con l’ON RRP.

E se i tassi si irrigidiscono ma restano gestibili, spesso non è panico:
è il calendario… e gli strumenti della banca centrale che fanno da barriere di sicurezza.

 

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Non c’è niente di più divertente per le persone che una battuta sulla Fed.

Adam Mckay

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