Cina vs USA: le aziende cinesi sono davvero a sconto?

Negli ultimi anni, la rivalità economica tra Stati Uniti e Cina ha assunto contorni sempre più definiti. Tuttavia, al di là delle tensioni geopolitiche e delle schermaglie commerciali, la domanda centrale è: com’è la situazione a livello aziendale?

Le società cinesi sono realmente “a sconto” rispetto alle controparti statunitensi? E, se sì, quali sono le ragioni dietro queste valutazioni più basse?

Per rispondere, analizziamo i principali settori economici, confrontando aziende leader nei rispettivi mercati con dati aggiornati e indicatori chiave di valutazione.

  1. TECNOLOGIA – Tra giganti e controlli

USA: Apple, Microsoft, Nvidia

Cina: Alibaba, Tencent, Baidu

Le Big Tech americane sono oggi tra le aziende più capitalizzate al mondo. Microsoft e Apple mantengono multipli elevati, con Price/Earnings (P/E) intorno a 30-35. Nvidia, spinta dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale, ha toccato un P/E superiore a 40, con una capitalizzazione che ha superato i 2.500 miliardi di dollari a inizio 2025.

Dall’altro lato, i colossi tecnologici cinesi sono stati penalizzati dalla stretta regolatoria interna. Alibaba tratta attualmente a un P/E compreso tra 9 e 11, Tencent intorno a 12 e Baidu sotto quota 10.

Sono a sconto? Sì, ma con rischio. I multipli inferiori riflettono sia opportunità di ingresso a prezzi contenuti, sia il rischio legato alla minore trasparenza, alla governance meno aperta e alla pressione esercitata dallo Stato centrale.

Esempio pratico:

Amazon (P/E: ~60) vs Alibaba (P/E: ~10).

Amazon cresce stabilmente nei servizi cloud (AWS), mentre Alibaba continua a risentire degli effetti delle politiche di Pechino, pur avendo una forte presenza nel commercio digitale e una quota importante di investimenti in cloud e fintech tramite Ant Group.

  1. AUTOMOTIVE – La sfida dell’elettrico

USA: Tesla, Ford, General Motors

Cina: BYD, NIO, XPeng

Tesla resta la regina in termini di capitalizzazione (oltre 550 miliardi di dollari), ma con margini in calo e una crescente concorrenza cinese ed europea. Il suo P/E resta intorno a 70, segnalando aspettative di crescita ancora elevate.

BYD, sostenuta dal governo cinese e con vendite EV superiori a Tesla in Cina, mostra una solida crescita, ma tratta a P/E compresi tra 20 e 25. NIO e XPeng, pur con forti incrementi nei ricavi, sono ancora in fase pre-profitto.

A sconto? Relativamente. I multipli sono più bassi, ma il mercato cinese è molto competitivo e soggetto a cambiamenti normativi. Tuttavia, BYD rappresenta oggi uno dei produttori più completi e integrati del settore.

  1. FINANZA – Due mondi separati

USA: JPMorgan Chase, Goldman Sachs

Cina: ICBC, Bank of China

Le banche americane sono tra le più regolamentate e trasparenti del mondo. JPMorgan ha un P/E di circa 12, con una solida crescita degli utili, un payout sostenibile e una redditività sopra la media di settore.

Le banche cinesi, come ICBC (la più grande al mondo per asset) e Bank of China, trattano su P/E inferiori a 5, ma sono fortemente influenzate dalla politica monetaria interna e dall’esposizione al credito immobiliare, soprattutto dopo il caso Evergrande.

A sconto? Apparentemente sì. Ma il prezzo basso riflette una limitata trasparenza nei bilanci, rischi di esposizione al debito pubblico e alle crisi immobiliari, e un controllo politico stringente.

  1. E-COMMERCE & CONSUMO – Crescita vs maturità

USA: Amazon, Walmart

Cina: JD.com, Pinduoduo

Amazon domina nel settore e-commerce e nei servizi cloud.

Walmart, seppur più tradizionale, continua a innovare nel digitale e nell’omnicanalità.

JD.com, forte nella logistica, ha un margine operativo più basso, ma una gestione più efficiente rispetto ad altri player cinesi. Pinduoduo si distingue per un modello di social-commerce che ha attirato milioni di utenti nelle fasce rurali e suburbane.

Le aziende cinesi crescono più rapidamente, ma con minore capacità di generare utili per unità di fatturato. I multipli più bassi riflettono anche un minor potere di pricing e una maggiore concorrenza interna.

  1. ENERGIA & GREEN – Il gioco delle politiche

USA: ExxonMobil, NextEra Energy

Cina: PetroChina, Longi Green Energy

ExxonMobil ha beneficiato del rialzo dei prezzi del petrolio nel biennio 2022-2023. NextEra, leader nelle rinnovabili, è diventata il punto di riferimento per l’investimento ESG negli Stati Uniti.

PetroChina resta poco efficiente e legata a logiche statali. Al contrario, Longi Green Energy è uno dei principali produttori mondiali di pannelli solari, ma la sua redditività è altalenante a causa della volatilità dei prezzi delle materie prime e delle politiche energetiche cinesi.

Le aziende green cinesi hanno valutazioni più basse ma alta crescita. Tuttavia, l’instabilità normativa e la mancanza di incentivi fiscali strutturati penalizzano le valutazioni rispetto agli equivalenti occidentali.

  1. SANITÀ & FARMACEUTICO – Ricerca vs Produzione

USA: Johnson & Johnson, Pfizer, Moderna

Cina: Sinopharm, Wuxi AppTec

Le aziende farmaceutiche americane si distinguono per la forte capacità di ricerca, pipeline ricche e investimenti in R&D. Moderna, per esempio, reinveste oltre il 20% dei ricavi in sviluppo farmaceutico.

Sinopharm è un colosso pubblico focalizzato sulla distribuzione, mentre Wuxi AppTec è uno dei principali operatori globali nel conto terzi per ricerca e produzione, ma ha subito limitazioni a causa delle restrizioni statunitensi.

In questo caso, le valutazioni più basse riflettono un business più orientato alla produzione su scala, con meno brevetti e innovazione proprietaria.

Le aziende cinesi presentano multipli di valutazione mediamente inferiori rispetto alle omologhe americane. Tuttavia, è fondamentale ricordare che questo “sconto” non implica automaticamente una maggiore convenienza, ma riflette:

  • Rischi normativi e di governance più elevati
  • Controllo statale su asset strategici
  • Maggiore volatilità macroeconomica
  • Minore tutela per gli investitori stranieri

Individuare valore in Cina può essere un’opportunità interessante per investitori sofisticati e ben informati, ma richiede un’attenta selezione, un approccio bottom-up e una solida diversificazione.

 

Come il resto del mondo, la Cina oscilla tra sviluppo incontrollato e consapevolezza ambientale. L’enorme popolazione, l’economia in forte crescita e il forte centralismo decisionale fanno sì che i tentennamenti di questa nazione nelle due direzioni siano di portata mondiale.

Jared Diamond

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