Negli ultimi anni, il gruppo dei BRICS — Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica — ha avviato un processo sempre più deciso di affrancamento dal dominio del dollaro statunitense nel commercio e nella finanza internazionale.
L’obiettivo è chiaro: creare un’alternativa multipolare all’attuale sistema economico dominato dall’Occidente, in particolare dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea.
Il recente sviluppo più significativo in questa direzione è l’espansione del sistema di pagamento in renminbi (yuan) promosso dalla Cina. Il CIPS (Cross-Border Interbank Payment System), infrastruttura cinese per i pagamenti internazionali in valuta locale, conta oggi 171 partecipanti diretti e 1.500 indiretti in 119 Paesi, con operatività verso circa 187 Paesi e regioni del mondo.
Il CIPS nasce come alternativa al sistema SWIFT, la rete di messaggistica interbancaria occidentale, fornendo non solo servizi di comunicazione ma anche di compensazione e regolamento dei pagamenti.
Un segnale concreto di questa evoluzione è rappresentato dal prestito in yuan firmato nel luglio 2025 tra la China Development Bank (CDB) e la Development Bank of Southern Africa (DBSA), per un valore di 2,1 miliardi di renminbi (circa 290 milioni di dollari). Il finanziamento, destinato a progetti infrastrutturali e di sviluppo in Africa, è il primo tra le due istituzioni denominato in valuta cinese e segna un passo tangibile nella costruzione di un ecosistema finanziario alternativo.
Cosa sono i BRICS e perché contano oggi
Nati nel 2009 come piattaforma di dialogo tra economie emergenti, i BRICS si sono evoluti in un’alleanza strategica con rilevanza economica e politica globale.
Rappresentano oggi circa il 40% della popolazione mondiale e oltre il 30% del PIL globale (a parità di potere d’acquisto), con un peso crescente nel commercio internazionale.
Negli ultimi summit, i BRICS hanno ribadito la volontà di:
- costruire un sistema finanziario alternativo, meno dipendente da Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale;
- promuovere l’uso delle valute locali negli scambi internazionali, in particolare lo yuan;
- rafforzare la Nuova Banca di Sviluppo (NDB) per sostenere progetti infrastrutturali nei Paesi membri e partner;
- ampliare l’alleanza ad altri Paesi: Egitto, Etiopia, Iran ed Emirati Arabi Uniti sono entrati ufficialmente il 1° gennaio 2024, mentre l’Indonesia è divenuta membro nel gennaio 2025.
L’Argentina, invece, ha rinunciato alla sua adesione annunciata nel 2023.
In questo contesto, la Cina svolge un ruolo di guida, spingendo per l’internazionalizzazione dello yuan come valuta di riferimento per prestiti, contratti commerciali e pagamenti transfrontalieri.
Il sistema CIPS: l’alternativa cinese a SWIFT
Il CIPS, sviluppato dalla People’s Bank of China, facilita i pagamenti internazionali in yuan. Sebbene operativo dal 2015, ha registrato la crescita più significativa negli ultimi tre anni.
A differenza di SWIFT, che fornisce esclusivamente servizi di messaggistica tra banche, il CIPS integra anche la compensazione e il regolamento effettivo dei pagamenti, rendendolo un’infrastruttura più autonoma e, dal punto di vista cinese, più “sovrana”.
Principali vantaggi del CIPS:
- Sicurezza: meno vulnerabile a sanzioni o interruzioni da parte di attori occidentali;
- Velocità: tempi di elaborazione più rapidi per le transazioni denominate in yuan;
- Efficienza dei costi: riduzione delle commissioni di cambio e di transazione;
- Influenza finanziaria: strumento di potere economico per ampliare la presenza cinese nel Sud globale.
L’adozione del CIPS da parte dei Paesi BRICS non è quindi solo una scelta tecnica, ma anche politica, in quanto rappresenta un passo verso un sistema finanziario alternativo al dominio del dollaro e delle reti controllate dall’Occidente.
Il primo prestito in yuan: un’alleanza Cina–Africa
Il prestito da 2,1 miliardi di RMB (circa 290 milioni di USD) tra la CDB e la DBSA rappresenta l’avvio di una nuova fase nei finanziamenti internazionali. È un modello che potrebbe essere replicato presto in altri Paesi africani e in Asia.
Settori di intervento:
- Infrastrutture: costruzione di strade, ferrovie, porti e reti energetiche;
- Energia: sostegno a impianti rinnovabili e progetti per l’elettrificazione rurale;
- Manifattura: supporto alle PMI locali per lo sviluppo industriale;
- Settore sociale: investimenti in istruzione, sanità e gestione delle risorse idriche.
Perché è significativo:
- dimostra che il finanziamento in yuan è ormai operativo e non solo teorico;
- riduce la dipendenza da dollari ed euro nei progetti di sviluppo;
- consolida il ruolo dell’Africa come partner strategico dei BRICS, e in particolare della Cina.
Il messaggio politico è chiaro: i BRICS vogliono essere protagonisti della finanza globale e dispongono già degli strumenti per esserlo.
Prospettive future e implicazioni per l’economia globale
La crescente adozione dello yuan nei pagamenti internazionali — oggi pari a circa il 3% delle transazioni globali, secondo i dati SWIFT di settembre 2025— mostra che il processo di internazionalizzazione è già in corso.
La domanda chiave è: fino a che punto questa tendenza potrà crescere?
Possibili scenari:
- Diversificazione valutaria reale: l’uso più ampio di yuan, rupie, real e rubli negli scambi potrebbe ridurre gradualmente la supremazia del dollaro.
- Valuta comune BRICS: è stata ipotizzata l’introduzione di una moneta digitale condivisa, ma si tratta di uno scenario ancora lontano.
- Espansione del CIPS: con nuovi membri e una rete bancaria più ampia, il sistema potrebbe diventare un concorrente concreto di SWIFT.
Rischi da considerare:
- Dipendenza dalla Cina: la leadership di Pechino, pur centrale, potrebbe generare timori di squilibrio tra i partner BRICS;
- Stabilità dello yuan: la valuta non è ancora pienamente convertibile e resta soggetta a controlli statali;
- Reazioni geopolitiche: l’Occidente potrebbe adottare contromisure per contenere la diffusione dello yuan.
Il tutto è simbolo della costruzione di un ecosistema finanziario alternativo, fondato su sovranità monetaria, cooperazione Sud–Sud e riduzione della dipendenza dal dollaro.
Non siamo ancora alla fine dell’egemonia della valuta statunitense, ma probabilmente all’inizio di una transizione che potrebbe ridisegnare non solo le relazioni economiche, ma anche gli equilibri geopolitici globali.
Per chi opera nel settore finanziario, per i decisori pubblici e per chi desidera comprendere l’evoluzione dell’economia nei prossimi anni, questi segnali non possono essere ignorati.
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Abbiamo raggiunto un livello dove dovremmo essere ancor più ambiziosi. Dovremmo concentrarci su meccanismi e risultati più tangibili, rendendo BRICS una piattaforma d’impatto.
Narendra Modi
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