Cerca
Close this search box.

Dall’eroismo di Gagarin alla space economy: una nuova frontiera per l’economia globale

Il 12 aprile 1961, ben 63 anni fa, Yuri Gagarin incise il suo nome nella storia diventando il primo uomo a viaggiare nello spazio, girando intorno alla Terra per 108 minuti a bordo della navicella sovietica Vostok 1, aprendo le porte a un’era di esplorazione senza precedenti.

Oltre mezzo secolo dopo, l’impresa di Gagarin non solo continua a ispirare sognatori e scienziati, ma ha anche gettato le basi per una nuova rivoluzione, la space economy. Questo settore emergente promette di portare l’innovazione oltre i confini del nostro pianeta, trasformando l’esplorazione spaziale in opportunità economiche concrete.

Stiamo parlando di un ambito che comprende tutte le attività commerciali legate allo spazio: dalla produzione di satelliti alla loro messa in orbita, dal turismo spaziale allo sfruttamento delle risorse extraterrestri.

Questa economia è in rapida espansione, oggi riconosciuta dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico come uno dei più efficaci motori di crescita economica, ben oltre il confine del comparto spaziale in senso stretto. A un livello tale che, secondo un’analisi di PwC Italia, si stima possa raggiungere i mille miliardi di euro entro il 2030, con una crescita media annuale pari all’11%. Una cifra molto alta, impensabile solo un decennio fa.

Diversi paesi e società private stanno investendo significativamente nella space economy. Gli Stati Uniti guidano la corsa grazie a compagnie già conosciute anche da chi non è addetto, come SpaceX di Elon Musk e Blue Origin di Jeff Bezos, che hanno rivoluzionato il settore con il riutilizzo dei lanciatori di navicelle spaziali e satelliti, riducendo i costi di accesso allo spazio.

Anche l’Europa, con l’Agenzia Spaziale Europea e aziende come la francese Arianespace, gioca un ruolo importante, insieme a nuovi attori come la Cina e l’India, visto che anche questi ultimi stanno rapidamente crescendo nelle loro ambizioni spaziali.

L’Italia non fa eccezione, a riguardo di ciò basti pensare che sin dal 2017 ha definito una bozza di “Piano Strategico Space Economy”, nel quale l’idea era di investire circa 4,7 miliardi di euro sia pubblici che da investimenti privati.

Il Piano creato a quel tempo si articola in cinque linee programmatiche, in linea con le iniziative già intraprese a suo tempo a livello europeo, dove il tutto si concentra sulle telecomunicazioni satellitari, il supporto alla partecipazione nazionale al progetto europeo GALILEO, la stessa infrastruttura Galileo PRS, il supporto al progetto Copernicus dell’Agenzia Spaziale Europea con l’esplorazione spaziale e gli sviluppi tecnologici connessi ad essa per la sfida spaziale che il mondo si trova davanti.

Dai miglioramenti nelle telecomunicazioni e nell’osservazione della Terra, utili per il monitoraggio climatico e la gestione delle emergenze, all’innovazione in campi come la medicina e i materiali avanzati, le applicazioni di questo settore sono vastissime. Anche il turismo spaziale, sebbene ancora in fase embrionale, promette di aprire nuovi orizzonti per l’avventura umana.

Nonostante i potenziali benefici, questo settore solleva anche preoccupazioni. L‘inquinamento spaziale, con l’aumento dei detriti in orbita, rappresenta un rischio crescente per le missioni spaziali future. Inoltre, l’accesso allo spazio potrebbe accentuare le disuguaglianze globali, con i paesi e le aziende più ricchi che dominano questa nuova frontiera. L’aspetto etico dello sfruttamento delle risorse spaziali e la questione della sovranità extraterrestre rimangono temi aperti al dibattito.

Ricollegandoci al 12 aprile, la giornata passata nella quale ricorre il coraggio mostrato da Yuri Gagarin ma nella quale si celebrano anche gli altri viaggi dell’uomo nello spazio avvenuti da quel momento fino ad oggi, è evidente come la nostra aspirazione abbia aperto anche nuove frontiere economiche.

Per chi vorrà godersi un tale lusso viaggiando nello spazio, per dei nuovi addetti ai lavori specializzati in questo ambito scientifico e per il nostro futuro e quello del nostro pianeta, in maniera da supervisionare anche le condizioni del mondo da più in alto.

È cruciale procedere con una visione di questo ambito che bilanci progresso tecnologico e responsabilità delle aziende del settore, garantendo che i benefici siano distribuiti equamente e che le future generazioni possano ereditare un ambiente spaziale sostenibile, sia in termini economici che ambientali.

Mentre celebriamo questo anniversario, riflettiamo sulle infinite possibilità che questo nuovo settore può offrire all’umanità. Alzando le nostre teste e guardando verso il cielo stellato, per il momento possiamo solo immaginare quali altre meraviglie economiche, tecnologiche e scientifiche ci attendono, ricordandoci però di avanzare con cautela e considerazione per quel pianeta che chiamiamo casa e per lo spazio che abbiamo iniziato ad esplorare e a usare, come se fosse il nostro ultimo confine, delle Colonne d’Ercole contemporanee.

Per chi vuole acquistare i libri, il cui ricavato viene totalmente devoluto in beneficenza:
https://www.amazon.it/kindle-dbs/entity/author/B08FF1ZFV9

Adesso puoi anche dialogare con il mio “Gemello Digitale“, per chiedere le informazioni che ti servono in materia di educazione finanziaria. Clicca sul seguente link: Digital Twin

Girando attorno alla Terra, nella navicella, ho visto quanto è bello il nostro pianeta. Il mondo dovrebbe permetterci di preservare ed aumentare questa bellezza, non di distruggerla.
Yuri Gagarin

Altri approfondimenti